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Pergotenda e permessi: ecco la verità
28 Agosto 2018

Normative Fisco e Leggi

normative fisco e leggi

Pergole, verande, gazebo, pergotende, pensiline e tettoie: le parole contano per i titoli edilizi!

Più chiarezza da una sentenza del Consiglio di Stato, la suprema magistratura amministrativa.
Nel settore dell’arredamento di esterni e delle installazioni outdoor le nuove tendenze puntano ad una massima versatilità di giardini e terrazze, pronte in un lampo ad accogliere invitati per una serata, un aperitivo all’aperto, per ospitare un pic-nic o un momento di relax famigliare.

I giardini e le terrazze diventano così aree abitabili e sfruttabili durante la bella stagione così come in autunno, grazie a verande, gazebotettoie e pensiline di tutti i tipi.

Ciascuna di queste soluzioni però ha una sua normativa specifica e, anche se a prima vista potrebbe non sembrare, la parola con cui le si definisce incide molto sul titolo edilizio che le differenzia.

Prendiamo ad esempio il caso delle verande

veranda normative e fisco

Da una ricerca condotta dall’affermato giornalista Sergio Rizzo, risulta che ciascuno degli 8000 Comuni del territorio italiano abbia una diversa definizione del concetto di veranda e di conseguenza una diversa applicazione del titolo edilizio necessario alla sua costruzione.
 Ciò significa che quella che viene definita veranda nel comune di Roma, può paradossalmente non corrispondere a quella che è una veranda nel comune di Trento.

Come ovviare a questa bizzarra situazione?

Ci ha pensato la suprema autorità amministrativa, il Consiglio di Stato, che durante una conferenza Stato-Regioni-Comuni ha uniformato le definizioni delle strutture da esterno.

Secondo il regolamento edilizio uniformato la veranda risulta ora, in ogni comune d’Italia, semplicemente lo spazio coperto (terrazza, portico o balcone) avente i caratteri tipici del loggiato, chiuso sui lati da vetrate che possono essere parzialmente o totalmente apribili.

L’intervento del Consiglio di Stato si è reso necessario quando nel comune di Salerno una donna ha costruito un pergolato fisso trasformandolo in una veranda che, sebbene amovibile presentava un carattere permanente, creando quindi un locale coperto, costruito con travi di legno e dotato di una porta sull’esterno e alterando la volumetria dell’edificio senza permesso.
La sentenza 306/2017 che riguarda questo caso ha quindi fatto chiarezza sull’uso dei titoli edilizi adeguati.
 Le definizioni fornite dal Consiglio di Stato sono adesso chiare e precise, e devono essere applicate in ogni comune allo stesso modo.

Gazebo, pergotende, tettoie e pensiline

Oltre la veranda, della quale abbiamo già dato definizione, sono citati anche pergolati, gazebo, pergotende, tettoie e pensiline.

Il pergolato è una struttura esterna ornamentale e decorativa che migliora l’estetica di giardini e terrazze, composta da un’impalcatura di montanti verticali coperta da elementi orizzontali abbastanza alti da consentire il passaggio delle persone, destinata al sostegno di piante e rampicanti e a consentire una modesta zona di riparo all’ombra nel giardino.

Il pergolato è composto da una struttura leggera, solitamente in legno, e che non necessita fondamenta. 
Il pergolato è quindi un’installazione aperta che non necessita di titoli edilizi. Tuttavia se il pergolato viene coperto si trasforma in una tettoia, e questa modifica lo rende soggetto alla normativa specifica prevista per le tettoie.

gazebo normative e leggi
Il gazebo è invece definito come struttura leggera non attigua ad alcun immobile, coperta nella parte superiore ma aperta ai lati, realizzata in diversi materiali (dal legno al ferro battuto all’alluminio) chiusa ai lati da tende che possono, all’occasione, essere rimosse.
 Il gazebo può essere utilizzato anche su suolo pubblico come struttura temporanea per accogliere eventi.

Quando installato in giardini come struttura d’appoggio per un’area pic-nic o a panchine, viene però considerato un oggetto permanente che migliora la fruibilità degli spazi aperti.
La pergotenda, un elemento che consente di sfruttare appieno tutto lo spazio esterno, è una struttura duratura e stabile. Non è considerata un’opera che necessiti titolo edilizio abilitativo a causa delle sue caratteristiche: la tenda ne è infatti l’elemento principale, necessaria a proteggere dai raggi solari e dagli agenti atmosferici, migliorando l’abitabilità dell’edificio.
La pergotenda viene dunque definita come un accessorio necessario al sostegno della tenda, e perciò non qualificabile in termini propriamente edilizi.

Le tettoie e le pensiline sono un capitolo a parte

Secondo la sentenza della Corte di cassazione numero 33267/2011 infatti, tettoie e pensiline aumentano l’abitabilità dell’immobile a cui sono annesse.

La definizione le qualifica solo come elementi di arredo, protezione e riparo dagli agenti atmosferici, non stabilendo un criterio di differenziazione o un parametro, ma al contrario, ribadendo i loro punti in comune: la tettoia e la pensilina condividono la stessa finalità di offrire un riparo, entrambe possono essere realizzate utilizzando diversi materiali e con modalità d’ancoraggio al suolo o di appoggio all’edificio simili.
 Il sistema d’ancoraggio o appoggio di entrambe, tuttavia, se destinato ad essere stabile nel tempo, le rende soggette alla necessità di un permesso per costruirle.

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